Poste: carenza di personale. Difficile in queste condizioni lavorare rispettando le regole di sicurezza

Silvia Cirillo, Segretario Generale UILposte Toscana: “Il sindacato postale si aspetta risposte e rispetto dei diritti concordati nelle trattative”

“Da mesi stiamo segnalando in modo unitario, come CGIL CISL UIL, le problematiche di carenza di personale all’azienda Poste”, spiega Silvia Cirillo Segretaria Generale UILposte Toscana. “In Toscana manca personale sui servizi essenziali a diretto impatto con la clientela, quali i servizi di recapito e la sportelleria. Durante le feste lo stato di carenza di personale risulta acuito a causa del prevedibile aumento di lavoro, quale ad esempio la consegna dei pacchi, e non c’é stato il necessario aumento del personale che sarebbe servito per lavorare seconde le regole di sicurezza. Prima del periodo festivo – spiega ancora  Cirillo – abbiamo avuto un incontro regionale con l’azienda dove, unitariamente, il sindacato postale ha chiesto più personale, almeno a tempo determinato, per coprire i flussi aumentati: sarebbero servite 200 persone in più al recapito. Alla sportelleria, dove il personale a tempo determinato al momento non é affatto previsto e contemplato, si va avanti esclusivamente a straordinario e a sovraccarico del personale presente per riuscire ad espletare il servizio nei momenti di picco”.

“Quello che ci preoccupa – aggiunge Silvia Cirillo – è che in questa situazione di carenza non ci sono le condizioni per rispettare gli accordi sottoscritti e quindi le regole di sicurezza e le modalità previste a livello nazionale per espletare i servizi. Poste Italiane, grazie a un buon lavoro unitario di confronto tra sindacato ed azienda, ha degli accordi all’avanguardia per tutelare la sicurezza dei lavoratori e i diritti di portalettere, operatori di sportello e consulenti commerciali: il tutto in un giusto equilibrio con le esigenze della clientela; non a caso siamo la più grande azienda di servizi del paese. Quello che accade, però, con la carenza di personale è che queste regole rimangono troppo spesso lettera morta negli uffici, dove ad esempio lo straordinario è diventato ordinario e il numero massimo dei pezzi che i portalettere devono consegnare viene quotidianamente non rispettato e aumentato, sovraccaricando i lavoratori e mettendo a rischio la sicurezza, soprattutto per chi lavora sulla strada. Per chi lavora negli uffici a contatto con il pubblico o nell’assistenza telefonica la situazione non è migliore, in quanto il clima di pressione è alle stelle e non si riesce a ritagliare il tempo nemmeno per la necessaria formazione. Il sindacato in Poste rappresenta più dell’80% dei lavoratori e per questo abbiamo chiesto spiegazioni all’azienda affinché sia fornito il personale minimo per poter rispettare le regole pattuite e che vanno a tutela dei lavoratori e conseguentemente del servizio ai cittadini. A livello nazionale -spiega Silvia Cirillo che è anche coordinatrice nazionale giovani Uilposte- nei mesi scorsi sono stati conclusi degli ottimi accordi sulle politiche attive, che hanno permesso di assumere ex precari a tempo indeterminato anche in Toscana, 138 in totale dal 2018 ad oggi, di cui 65 nell’ultima tranche. I numeri però sono ancora insufficienti e va considerato che molte delle assunzioni effettuate sono sì a tempo indeterminato ma part time e quindi ancora insufficienti: a livello nazionale è previsto un calendario di incontri per concordare nuove azioni di politiche attive e dalla Toscana tutto il sindacato postale si aspetta delle risposte in merito. Del resto i risultati a livello di utili aziendali sono incontrovertibili e questo é un bene per un’azienda a forte vocazione sociale come Poste Italiane, perché più risultati e produttività significano più certezze per i cittadini che confidano in un servizio. Ma tali risultati sono stati possibili grazie al grande spirito di servizio dei lavoratori; non a caso, per il rinnovo contrattuale il sindacato postale ha presentato una piattaforma unitaria che chiede 175 euro medi di aumento e più certezza dei diritti dei lavoratori, attraverso specifiche forme di partecipazione e specifici osservatori. Molte le proposte sulle quali ci si prepara a lavorare in trattativa ma unico è il principio fondamentale: gli accordi sottoscritti si rispettano. Invece questo, nella quotidianità e sui territori, passa spesso in secondo piano a causa della carenza di personale e del clima di pressione sui lavoratori: il sindacato postale, che rappresenta i lavoratori della più grande azienda di servizi del paese, questo non può in alcun modo accettarlo”.

Firenze, 30 dicembre 2019