UNIONE ITALIANA DEL LAVORO

Sito ufficiale della UIL Toscana e Firenze

XIII Congresso della UIL Toscana, Paolo Fantappiè confermato Segretario Generale

In Segreteria entrano Cavallaro, Imperiosi, Landi, Montaghi, Tolomei

Martedì 12 maggio, si è tenuto il XIII Congresso della UIL Toscana – con lo slogan “Proiettati nel futuro, per un mondo migliore” – all’Hotel Hilton Florence Metropole.

In un tempo segnato da precarietà, trasformazioni tecnologiche, crisi industriali ed energetiche, disuguaglianze e lavoro povero, vogliamo rimettere al centro le persone, i diritti, la dignità del lavoro e la partecipazione democratica. “Proiettati nel futuro, per un mondo migliore” è un impegno: per una Toscana più giusta, più sicura, più inclusiva. Per un sindacato capace di rappresentare il cambiamento senza subirlo.

Paolo Fantappiè è stato confermato alla guida della UIL Toscana come Segretario Generale. Entrano in Segreteria Gianluca Cavallaro (Tesoriere), Riccardo Imperiosi, Ilaria Landi, Federica Montaghi e Claudia Tolomei.

I sindacati incontrano il Presidente Giani: “Soddisfatti per questo confronto molto positivo sul futuro del mondo del lavoro in Toscana”

Questo pomeriggio, nella sede della Presidenza della Regione Toscana in Piazza Duomo a Firenze, i Segretari Generali di CGIL, CISL, UIL Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè hanno incontrato il Presidente della Regione Eugenio Giani.

Tra gli argomenti dell’incontro le varie crisi industriali presenti sul territorio, le possibili ipotesi di reindustrializzazione, la situazione dell’occupazione, delle infrastrutture sul territorio e dello sviluppo della sanità di prossimità.

“Siamo soddisfatti per questo confronto, che valutiamo positivamente – commenta il Segretario Generale della UIL Toscana Paolo Fantappiè – in cui siamo entrati nel merito dei problemi che attanagliano la popolazione toscana: a maggior ragione in un momento storico come questo, in cui le lavoratrici ed i lavoratori sono sempre più in difficoltà a causa della crisi dei salari e di un’inflazione da profitto, è fondamentale lavorare in sinergia per trovare delle soluzioni percorribili. Siamo fiduciosi che il percorso intrapreso come organizzazioni sindacali, al fianco delle istituzioni regionali, possa davvero portare ad un rilancio del mondo produttivo e ad aumentare la qualità dei posti di lavoro”

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Tariffe servizio idrico, in Toscana costi più alti d’Italia. Fantappiè: “Tante aspettative sul riassorbimento pubblico della gestione del servizio. Priorità abbassare le tariffe”

Secondo i dati di un recente studio della UIL Nazionale, in Toscana abbiamo i costi più alti d’Italia per quanto riguarda il servizio idrico. Nel 2025 tra le dieci peggiori province d’Italia ben nove sono toscane: Livorno maglia nera d’Italia (844 € per 180 mc/anno), sul triste podio anche Pisa (al terzo posto, 837 €). Seguono Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Pistoia, Prato e Carrara. Tutte le province hanno comunque costi di gran lunga superiori alla media nazionale, che si attesta a 497 €. 

La situazione è leggermente diversa se guardiamo le previsioni di spesa per il 2026, ma non positiva. Livorno scende al secondo posto (877 €), seguono Pisa, Arezzo, Grosseto, Siena, Carrara e Massa nella top 10 delle peggiori. Tutte le province mantengono costi più alti della media nazionale.

Emblematico è il caso di Firenze, la città metropolitana con i costi più alti in Italia sia nel 2025 sia, secondo le previsioni, nel 2026.

Il Segretario Generale UIL Toscana Paolo Fantappiè sottolinea che “i prezzi delle tariffe in Toscana sono evidentemente spropositati, i peggiori in Italia. Prezzi che pesano ancora di più sulle tasche dei cittadini in un contesto come quello che stiamo vivendo, aggravato dalla crisi energetica e dell’inflazione. Come UIL Toscana chiediamo alla Multiutility di abbassare le tariffe e di aumentare gli investimenti per il miglioramento della distribuzione dell’acqua, agendo soprattutto su nuove infrastrutture”.

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Fantappiè: “Tutelare il sistema moda, non riteniamo plausibile immaginare che un comparto simbolo del Made in Italy venga spinto verso la produzione legata alla difesa”

In merito alle dichiarazioni rilasciate su La Nazione dal presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli, che ipotizza una possibile riconversione di parte della manifattura verso il comparto della difesa, la UIL Toscana ribadisce una posizione chiara: la nostra organizzazione tutela il lavoro e la manifattura del territorio, continueremo sempre a cercare un confronto serio e costruttivo con le imprese.

La Toscana è una delle principali capitali europee del sistema moda: la filiera conta oltre 100 mila lavoratrici e lavoratori, più di 10 mila imprese tra tessile, pelletteria, calzature e abbigliamento e rappresenta una quota fondamentale dell’export regionale, con distretti di eccellenza come quelli di Prato per il tessile, di Santa Croce sull’Arno per la concia e dell’area metropolitana fiorentina per la pelletteria e la moda.

Proprio per questo, mentre il settore sta attraversando una fase complessa a livello internazionale, non riteniamo plausibile immaginare che un comparto simbolo del Made in Italy venga spinto verso la produzione legata alla difesa ed agli armamenti. Per la UIL il mondo della moda va difeso, sostenuto e rilanciato con investimenti, innovazione e qualità del lavoro, perché rappresenta identità, competenze e futuro per l’economia e per le comunità della Toscana.

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Tragedia sul lavoro a Pieve Santo Stefano, Fantappiè e Farinelli: “Ci stringiamo al dolore della famiglia. Non è possibile continuare a morire di lavoro in un Paese civile”

Ieri pomeriggio a Pieve Santo Stefano (AR) un operaio di 39 anni, Marco Cacchiani, ha tragicamente perso la vita cadendo dal tetto di uno stabilimento mentre effettuava un intervento di manutenzione all’impianto di climatizzazione.

Come UIL Toscana ci stringiamo al dolore della famiglia, alla quale esprimiamo le nostre più sentite condoglianze. In attesa che le indagini facciano il loro corso e chiariscano la dinamica dei fatti, ribadiamo che non è possibile continuare a morire di lavoro in un Paese civile.

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Asili nido, in Italia coperta solo il 31,6% della domanda. Fantappiè (UIL): “Toscana esempio virtuoso sul sostegno alla genitorialità”

Secondo uno studio UIL ed i dati relativi al recente report Istat, a livello nazionale il tasso di copertura degli asili nido si attesta al 31,6%, ancora lontano dagli obiettivi europei. Inoltre non si registra un rafforzamento dell’offerta tale da sopperire al divario tra i potenziali utenti ed i posti a disposizione. 

“La Toscana – commenta il Segretario Generale UIL Toscana Paolo Fantappiè – potrebbe essere presa in considerazione come esempio virtuoso sul sostegno alla genitorialità, visto le politiche volte a garantire l’accesso gratuito ai nidi e agli altri servizi educativi per la prima infanzia per famiglie con ISEE fino a 40 mila euro”.

“Azioni fondamentali per favorire la conciliazione vita-lavoro e sostenere la genitorialità, importanti soprattutto per il periodo storico in cui viviamo e l’inverno demografico che stiamo attraversando”, conclude Fantappiè.

La Beko ed il futuro industriale di Siena. Martedì assemblea ed inaugurazione della nuova sede di Siena

La prossima settimana, martedì 17 febbraio, si terrà un importante momento di confronto con le lavoratrici ed i lavoratori della ex Beko di Siena. L’appuntamento è all’Hotel San Marco (Strada Massetana Romana 70) alle ore 10:30. 

L’incontro “La Beko ed il futuro industriale di Siena” verrà introdotto dal Coordinatore UILM Toscana Vincenzo Renda e dal Segretario UILM Siena Massimo Martini, prima dei saluti del Segretario Generale UIL Toscana Paolo Fantappiè. A seguire interverranno le lavoratrici ed i lavoratori Beko. Concluderà i lavori il Segretario Generale UIL Nazionale PierPaolo Bombardieri.

Dopo l’assemblea, alle ore 12:30, si terrà l’inaugurazione della nuova sede UIL di Siena, nella Strada Massetana Romana 34.

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TARI, Studio UIL: Aumentano in tutta la Toscana. Pisa e Pistoia sul podio delle peggiori d’Italia. Fantappiè: “Toscana in ritardo, serve velocizzare la costruzione di nuovi impianti di smaltimento e riciclo, a partire dai termovalorizzatori”

Secondo un recente studio della UIL sui costi della Tari sui territori, la situazione della Toscana è sempre più drammatica, con le nostre province che stanno sprofondando nella speciale classifica.

Abbiamo ben due province sul podio delle peggiori d’Italia: Pisa, maglia nera con una tariffa di 650€, e Pistoia al terzo posto con una tariffa di 524€. In particolare Pisa ha una tariffa di oltre 120€ in più rispetto a Brindisi, al secondo posto nella triste classifica.

In generale aumentano le tariffe in tutta la regione, ma solo a Firenze e Massa aumentano con una proporzione minore rispetto alla media nazionale del 3,73%. Chi ha visto le tariffe aumentare di più in Toscana è Siena (+13,54%), ma con una tariffa più bassa della media nazionale). Male anche Livorno (+9,93%), Pisa (+9,32%, ma aveva la tariffa più alta d’Italia anche nel 2024), Prato (+8,81%) e Carrara (+7,38%).

A livello di importi assoluti, solo le province di Siena e Firenze hanno tariffe sotto la media nazionale di 350 euro. Quest’ultima si distingue anche per essere la quarta città metropolitana più virtuosa in Italia.

Il Segretario Generale della UIL Toscana Paolo Fantappiè lancia l’allarme, evidenziando come “questi importi, che stanno aumentando in quasi tutta la regione, sono sempre meno sostenibili per le famiglie, già provate da un potere d’acquisto che cala sempre di più”, sostenendo poi che “ancora troppi rifiuti vanno fuori regione, con la naturale conseguenza dell’aumento dei costi di trasporto. È evidente che gli attuali impianti di smaltimento e riciclo non sono sufficienti a soddisfare le esigenze della Toscana.”

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