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La denuncia di Uilposte: “Ritardi nelle consegna della posta e lunghe file davanti agli Uffici Postali della Toscana”

“Le assenze Covid degli operatori si sommano a una carenza ormai strutturale di personale e a un turn-over insufficiente tra pensionamenti e nuove assunzioni. 62 nuovi assunzioni di portalettere in arrivo in Toscana dal 1° marzo, ma non sono sufficienti. L’obbligo del green pass negli uffici postali ha aggravato i disservizi e le intemperanze della clientela”

Il Covid ha colpito anche i lavoratori di Poste Italiane della Toscana, causando numerose assenze di personale: la situazione contagi adesso sta nettamente migliorando ma i problemi restano! La carenza di personale è ormai strutturale e sconta un’insufficiente turn-over tra pensionamenti e nuove assunzioni.

Si ricorre, almeno nel settore del recapito e dello smistamento, a personale a tempo determinato con 253 portalettere in tutta la Toscana fino al 30 aprile, ma ciò aumenta solo il precariato! Infatti, il personale a termine deve essere formato e questo richiede tempo, in un lavoro che oggi è sottoposto ad importanti carichi di posta e pacchi da consegnare, su porzioni di territorio piuttosto vaste.

Inoltre, l’applicazione del “Decreto Dignità” fa sì che ogni 12 mesi si debba attuare un ricambio del personale a termine: ciò non giova ai lavoratori con contratto a tempo determinato che, una volta appreso il lavoro, vengono mandati a casa e non giova alla qualità del servizio per i cittadini.

Inoltre, per il lavoro negli uffici postali, il personale a tempo determinato non viene mai utilizzato e quindi manca qualunque meccanismo sostitutivo, se non quello di ricorrere a personale proveniente da altri Uffici Postali ma la coperta è corta, molto corta!

In ogni caso, c’è bisogno di personale stabile e non di precari: sia per evitare un abbassamento delle tutele dei lavoratori, in quanto i precari sono molto più fragili in questo senso, sia per garantire un servizio adeguato ai cittadini, erogato da personale formato, che conosca bene il territorio e le sue esigenze.

Entro marzo saranno assunti in Toscana 62 portalettere ex precari a tempo indeterminato (32 ad Arezzo, 19 a Siena, 10 a Livorno, 1 a Grosseto) attraverso una graduatoria prevista da accordo sindacale, ma queste numeriche sono ancora nettamente insufficienti. Il personale andato in pensione non è stato adeguatamente sostituito, nemmeno nella misura del 40%.

A questo quadro si aggiunge un’ inadeguatezza sui sistemi informatici per l’erogazione dei servizi, con strumentazione e programmi spesso da cambiare e ammodernare.

Lo stesso controllo del green pass negli Uffici Postali non sta funzionando adeguatamente, il sistema automatizzato spesso si blocca, portando ad un aumento consistente delle code e ad un aggravio sugli operatori, costretti ad intervenire manualmente sul controllo e a subire intemperanze della clientela, che sono ormai all’ordine del giorno.

Le disposizioni, in questi casi, prevedono di contattare le Forze dell’Ordine che, però, nel contesto generale, accade spesso che tardino ad arrivare. Per questo, abbiamo chiesto all’azienda di potenziare il presidio di vigilanza privata davanti agli Uffici Postali ma, nella pratica, non abbiamo ancora riscontri adeguati sugli Uffici Postali della Toscana.

Ci teniamo a ricordare che i lavoratori di Poste Italiane erogano un servizio pubblico essenziale per i cittadini, tanto che il loro lavoro non ha mai conosciuto interruzioni nel periodo pandemico, neanche durante il primo lockdown, quando non esistevano né mascherine, né plexiglass né vaccini.

Anche per questo motivo, i lavoratori postali meritano il rispetto e l’attenzione che un servizio essenziale per la comunità richiede e non di essere messi a rischio dalla corsa contro il tempo sulle strade o da offese alla loro dignità negli Uffici Postali.

Silvia Cirillo
Segretaria Generale UILposte Toscana 

Firenze, 2 febbraio 2022