Emergenza Covid-19, Maiolo: “Occorre pensare al settore agro-alimentare”

L’emergenza sanitaria coronavirus rappresenta per tutti noi, una sfida senza precedenti a livello mondiale, una sfida che mai avremmo pensato di vivere. Sono necessarie azioni straordinarie su due fronti: contrastare la diffusione del virus e la sua sconfitta e azioni di salvataggio per il rilancio delle attività economiche. E’ necessario il massimo spirito unitario, a partire dalle scelte europee fino a interventi nazionali e regionali.

Abbiamo bisogno della massima coesione e vanno coinvolti tutti gli attori in campo: Unione europea, governo, istituzioni e forze politiche a tutti i livelli, forze economiche e sociali.

Da quando è iniziata l’emergenza i supermercati sono sempre stati aperti e l’approvvigionamento alimentare continua senza interruzioni. I vari decreti non hanno fermato il settore. Ma la lunga limitazione ai movimenti dei cittadini e lavoratori ha delle ripercussioni. In Toscana mancano i lavoratori nella filiera agricola, si parla di più di 20.00 addetti, soprattutto nelle province di Firenze Siena e Grosseto. La prossima raccolta di frutta e verdure e la semina delle varie colture saranno in difficoltà.

La mancanza di manodopera stagionale ostacolerà la raccolta delle nostre primizie, così come ci saranno problemi nella raccolta della frutta estiva. La misura di contenimento ha già provocato la disdetta di impegni di lavoro di migliaia di lavoratori. Le soluzioni potrebbero essere varie.E’ necessario regolarizzare i braccianti stranieri, per far emergere il lavoro nero e riconoscere diritti e doveri ai tanti migranti lasciati ai margini della società.

Oppure fare lavorare i percettori di Reddito di Cittadinanza oppure lavoratori che a causa di questa pandemia hanno perso il lavoro ma soprattutto con soluzioni flessibili presenti nei contratti nazionali, ma magari con minor burocrazia altro aspetto delirante. Nell’impiego di lavoratori in cassa tutto si complica notevolmente. Serve dare un’accelerazione per la creazione di una piattaforma utile all’incontro tra domanda e offerta, da attivare anche in forma emergenziale. Tutto questo con un obiettivo, ovvero sostenere l’approvvigionamento agroalimentare e “garantire la tenuta della filiera italiana per il nostro Paese”. Le aziende agricole dovranno inoltre adeguarsi con dispositivi di sicurezza e rispetto delle distanze  nell’organizzazione delle operazioni di raccolta e di movimentazione sia all’aperto sia nelle cantine, nelle stalle, nei magazzini, con una riorganizzazione delle diverse fasi di lavorazione. Ai  lavoratori va garantita la massima sicurezza e in via prioritaria il settore necessita di approvvigionamento di mascherine e altri strumenti di tutela. Uno sforzo che dovrà necessariamente coinvolgere tavoli regionali specifici.

Triestina Maiolo,
Segreteria Confederale UIL Toscana con delega su Ambienta e Agricoltura