UNIONE ITALIANA DEL LAVORO

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Category: Varie

Asili nido, in Italia coperta solo il 31,6% della domanda. Fantappiè (UIL): “Toscana esempio virtuoso sul sostegno alla genitorialità”

Secondo uno studio UIL ed i dati relativi al recente report Istat, a livello nazionale il tasso di copertura degli asili nido si attesta al 31,6%, ancora lontano dagli obiettivi europei. Inoltre non si registra un rafforzamento dell’offerta tale da sopperire al divario tra i potenziali utenti ed i posti a disposizione. 

“La Toscana – commenta il Segretario Generale UIL Toscana Paolo Fantappiè – potrebbe essere presa in considerazione come esempio virtuoso sul sostegno alla genitorialità, visto le politiche volte a garantire l’accesso gratuito ai nidi e agli altri servizi educativi per la prima infanzia per famiglie con ISEE fino a 40 mila euro”.

“Azioni fondamentali per favorire la conciliazione vita-lavoro e sostenere la genitorialità, importanti soprattutto per il periodo storico in cui viviamo e l’inverno demografico che stiamo attraversando”, conclude Fantappiè.

La Beko ed il futuro industriale di Siena. Martedì assemblea ed inaugurazione della nuova sede di Siena

La prossima settimana, martedì 17 febbraio, si terrà un importante momento di confronto con le lavoratrici ed i lavoratori della ex Beko di Siena. L’appuntamento è all’Hotel San Marco (Strada Massetana Romana 70) alle ore 10:30. 

L’incontro “La Beko ed il futuro industriale di Siena” verrà introdotto dal Coordinatore UILM Toscana Vincenzo Renda e dal Segretario UILM Siena Massimo Martini, prima dei saluti del Segretario Generale UIL Toscana Paolo Fantappiè. A seguire interverranno le lavoratrici ed i lavoratori Beko. Concluderà i lavori il Segretario Generale UIL Nazionale PierPaolo Bombardieri.

Dopo l’assemblea, alle ore 12:30, si terrà l’inaugurazione della nuova sede UIL di Siena, nella Strada Massetana Romana 34.

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TARI, Studio UIL: Aumentano in tutta la Toscana. Pisa e Pistoia sul podio delle peggiori d’Italia. Fantappiè: “Toscana in ritardo, serve velocizzare la costruzione di nuovi impianti di smaltimento e riciclo, a partire dai termovalorizzatori”

Secondo un recente studio della UIL sui costi della Tari sui territori, la situazione della Toscana è sempre più drammatica, con le nostre province che stanno sprofondando nella speciale classifica.

Abbiamo ben due province sul podio delle peggiori d’Italia: Pisa, maglia nera con una tariffa di 650€, e Pistoia al terzo posto con una tariffa di 524€. In particolare Pisa ha una tariffa di oltre 120€ in più rispetto a Brindisi, al secondo posto nella triste classifica.

In generale aumentano le tariffe in tutta la regione, ma solo a Firenze e Massa aumentano con una proporzione minore rispetto alla media nazionale del 3,73%. Chi ha visto le tariffe aumentare di più in Toscana è Siena (+13,54%), ma con una tariffa più bassa della media nazionale). Male anche Livorno (+9,93%), Pisa (+9,32%, ma aveva la tariffa più alta d’Italia anche nel 2024), Prato (+8,81%) e Carrara (+7,38%).

A livello di importi assoluti, solo le province di Siena e Firenze hanno tariffe sotto la media nazionale di 350 euro. Quest’ultima si distingue anche per essere la quarta città metropolitana più virtuosa in Italia.

Il Segretario Generale della UIL Toscana Paolo Fantappiè lancia l’allarme, evidenziando come “questi importi, che stanno aumentando in quasi tutta la regione, sono sempre meno sostenibili per le famiglie, già provate da un potere d’acquisto che cala sempre di più”, sostenendo poi che “ancora troppi rifiuti vanno fuori regione, con la naturale conseguenza dell’aumento dei costi di trasporto. È evidente che gli attuali impianti di smaltimento e riciclo non sono sufficienti a soddisfare le esigenze della Toscana.”

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Ammortizzatori sociali: in Toscana aumentano le ore di cassa integrazione nel 2025

Dallo Studio UIL sugli ammortizzatori sociali, elaborato su dati INPS, emerge che in Toscana nel 2025 le ore di cassa integrazione utilizzate sono in aumento rispetto al 2024. Il dato complessivo degli ammortizzatori sociali passa infatti da 36,3 milioni di ore nel 2024 a oltre 43 milioni nel 2025, con un incremento del +18,5%, evidenziando una condizione di difficoltà ancora diffusa nel tessuto produttivo e occupazionale regionale. Un dato che pone la Toscana all’ottavo posto tra le regioni con la variazione più alta.

A livello provinciale emerge Siena, che con un aumento del 231,7% delle ore totali di cassa integrazione si attesta come terza peggiore provincia d’Italia. Aumentano anche Pisa (+30,4%), Grosseto (+21,7%), Pistoia (+20,8%), Firenze (+19,7%) e Livorno (+12,4%). 

Il Segretario Generale UIL Toscana, Paolo Fantappiè, esprime forte preoccupazione per i numeri che emergono dall’anno appena concluso, sottolineando come il ricorso crescente agli ammortizzatori sociali rappresenti un chiaro segnale di crisi che continua a colpire lavoratrici e lavoratori, con ricadute dirette sui redditi e sulla stabilità occupazionale.

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Vittima sul lavoro a Livorno, Marino: “Siamo vicini alla famiglia, a loro le nostre condoglianze. Non è accettabile continuare a morire sul lavoro, non fermeremo la nostra battaglia per Zero Morti sul Lavoro!

Ieri mattina si è consumata l’ennesima tragedia sul lavoro nella nostra regione. A Livorno un operaio di 50 anni, Federico Ricci, ha perso la vita mentre stava scaricando un bancale di tegole nel piazzale di una ditta edile, colpito fatalmente alla testa dal braccio meccanico dello stesso mezzo pesante che stava scaricando.

In attesa che si conosca la completa dinamica di quanto accaduto siamo vicinissimi alla famiglia di Federico. A loro vanno le nostre più sentite condoglianze. 

Continuiamo a sostenere quel che abbiamo sempre sostenuto: non è accettabile morire sul lavoro. Questo stillicidio quotidiano non è assolutamente degno di un paese civile, non è accettabile che un lavoratore vada al lavoro e non faccia più rientro a casa. Non fermeremo la nostra battaglia per Zero Morti sul Lavoro!

Massimo Marino, Coordinatore UIL Livorno.

Economia toscana, Fantappiè (UIL Toscana): “Preoccupati per le stime di Irpet. Farmaceutica e nautica non sono sufficienti a trainare l’economia, serve intervenire con investimenti mirati e più controlli contro l’illegalità sempre più diffusa”

Siamo preoccupati per le stime sul futuro dell’economia toscana presentate ieri da Irpet. 

La Toscana sta vivendo una situazione difficile: la deindustrializzazione è in forte aumento, così come l’utilizzo di ammortizzatori sociali, mentre diminuiscono le assunzioni, soprattutto quelle stabili.

Crediamo che i soli settori della farmaceutica e della nautica non siano sufficienti a trainare l’economia regionale ed invertire un PIL asfittico che si aggira su percentuali  da prefisso telefonico: non possono evidentemente bilanciare una crisi che è ormai strutturale e che sta insistendo su  tutto il settore manifatturiero, i servizi e l’industria in generale.

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Testo Unico Turismo, Fantappiè (UIL Toscana): “Soddisfatti per la sentenza della Corte Costituzionale. Questa misura è un primo passo verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo nella regione. Dobbiamo smettere di concentrarci sulla sola rendita e recuperare il valore del lavoro”

Il Segretario Generale UILTuCS Toscana Marco Conficconi: “Una sentenza importante che rende giustizia alla norma della Regione Toscana e ci consente di proseguire sulla strada della distintività della nostra regione verso la gestione del turismo”

 

Come UIL Toscana siamo soddisfatti della sentenza con cui la Corte Costituzionale rigetta il ricorso del Governo sul Testo Unico del Turismo varato dalla Giunta regionale. 

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Alloggi ERP, Fantappiè (UIL Toscana): “Con questa crisi abitativa si rischia di alimentare nuove sacche di povertà. Tutte le istituzioni facciano la loro parte”

La questione abitativa pesa sempre di più sul capoluogo toscano: sono attualmente 578 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che attualmente non sono disponibili per l’assegnazione perchè necessitano di interventi strutturali o funzionali. Si stima che la spesa necessaria per renderli nuovamente disponibili sia intorno ai 14,5 milioni di euro: in tal senso accogliamo positivamente il primo passo fatto dal Comune di Firenze, con lo stanziamento di 6 milioni di euro per il 2026 e di altri 7 milioni per il ‘27/28, anche se parliamo di cifre che risultano comunque insufficienti. Le domande riferite al solo bando in corso, destinate ad aumentare nei prossimi anni, sono oltre duemila, segno tangibile dell’emergenza che si fa sempre più pressante sui cittadini: a livello regionale sono circa 200mila i nuclei familiari in difficoltà abitativa.

Allo stesso tempo in città aumentano sempre di più i costi degli affitti: Firenze resta la città più cara d’Italia con canoni che dal 2018 sono cresciuti mediamente del 25%. Per quanto riguarda le compravendite Firenze è la terza città più cara d’Italia dove comprare un appartamento: il prezzo medio si attesta su circa 375mila euro, oltre 100mila in più della media nazionale (259mila).

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