Carrara, un’altra vittima sul lavoro. “Intervenire subito, così è una guerra”

D’Anna e Fulignani: “Non è possibile in un Paese civile andare in pensione oltre i 62 anni, la flessibilità in uscita deve prevedere anche la pericolosità della mansione svolta”

Apuane cave marmo Carrara

“A pochi giorni dalla tragedia che ha visto la morte di due cavatori a Carrara, stamani nelle prime ore della giornata lavorativa un operaio è rimato schiacciato mentre caricava una lastra di marmo. Dal mese di agosto ad oggi sono 6 le vittime nel comparto del marmo a Carrara. C’è evidentemente da intervenire nella organizzazione del lavoro, intensificare i controlli dei servizi ispettivi, incrementare la formazione e la prevenzione, modulare il sistema sanzionatorio in base alla gravità delle inadempienze fino alla revoca della concessione”. Sono queste le parole del segretario della Feneal Uil della Toscana, Ernesto D’Anna, che ha espresso, a nome di tutto il sindacato, “cordoglio ai familiari della vittima”.
“L’incidente mortale di stamani – continua D’Anna – mette in evidenza tutti i limiti della Riforma Fornero. Ancora una volta un lavoratore ultra 60enne vede la vita. Non è possibile in un Paese civile prevedere il requisito pensionistico otre i 62 anni a prescindere dal lavoro svolto. Bisogna che la flessibilità in uscita consideri non solo l’età anagrafica e contributiva ma anche la gravità e pericolosità della mansione svolta”.
“E’ una guerra – dice con rabbia Francesco Fulignani, segretario della Feneal di Carrara – Non ci sono più parole per descrivere la situazione che viviamo qui a Carrara. Abbiamo già avuto incontri con il presidente Rossi, il quale ha preso impegni per quanto riguarda il lavoro in montagna. Ed ecco che oggi arriva un’altra notizia che invece riguarda la lavorazione a valle. E’ insensibile andare avanti così, serve davvero l’impegno massimo di tutti per arginare questo stillicidio”.

Firenze, 9 maggio 2016