UNIONE ITALIANA DEL LAVORO

Sito ufficiale della UIL Toscana e Firenze

Home > Varie > Giovedì 9 luglio sciopero dell’industria toscana, con manifestazione a Firenze. Cgil-Cisl-Uil: “Situazione preoccupante, urgono risposte”

Giovedì 9 luglio sciopero dell’industria toscana, con manifestazione a Firenze. Cgil-Cisl-Uil: “Situazione preoccupante, urgono risposte”

CGIL, CISL e UIL Toscana proclamano per il 9 luglio uno sciopero regionale (intera giornata) dei settori industriali e manifatturieri, con manifestazione a Firenze. Si tratta del primo sciopero a memoria in queste modalità. L’iniziativa è stata presentata stamani a Firenze presso la sede Cisl Toscana, alla presenza di Fabio Berni (segreteria Cgil Toscana), Silvia Russo (segretaria generale Cisl Toscana) e Paolo Fantappiè (segretario generale Uil Toscana). Nel dettaglio, lo sciopero riguarda le lavoratrici e i lavoratori delle imprese riconducibili ai comparti connessi alle attività manifatturiere (sezione ATECO C), alla fornitura di energia elettrica e gas, al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti (sezioni ATECO D, E).

La manifestazione di Firenze prevede il concentramento in piazza Bambine e Bambini di Beslan alle 9:30; il percorso toccherà viale Strozzi, via Ridolfi, piazza Indipendenza, via XXVII aprile e piazza San Marco con arrivo in via Cavour davanti alla Prefettura dove sono in programma gli interventi dei segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Toscana Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè. In occasione della manifestazione, una delegazione di sindacalisti sarà ricevuta in Confindustria Toscana, in Regione Toscana e in Prefettura per illustrare ragioni e scopi della mobilitazione.

Paolo Fantappiè (segretario generale Uil Toscana): “Ci aspettiamo una grande partecipazione alla manifestazione del 9 luglio a Firenze, perché la crisi che sta attraversando l’industria toscana è ormai profonda e coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori. Oggi sono aperti 22 tavoli di crisi che interessano circa 5.000 persone e, soprattutto, manca una prospettiva industriale capace di guardare oltre l’emergenza. La Toscana non può vivere soltanto di turismo e servizi: senza un manifatturiero forte si indebolisce l’intero sistema economico regionale. Servono investimenti, innovazione, formazione e una strategia condivisa tra Governo, Regione e parti sociali per rilanciare il lavoro di qualità. La vertenza di Piombino è il simbolo di questa situazione: oltre 1.500 lavoratori attendono da anni un vero progetto industriale. È il momento di passare dagli annunci ai fatti, con politiche che sostengano l’industria, valorizzino il lavoro e favoriscano anche una nuova imprenditoria capace di investire sul futuro della Toscana”.

LE RAGIONI E GLI OBIETTIVI DELLA MOBILITAZIONE
La Toscana attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni per il proprio sistema industriale. La crisi della moda, della pelletteria, del tessile, della meccanica, dell’automotive e della siderurgia sta colpendo migliaia di lavoratrici e lavoratori, centinaia di imprese e interi distretti produttivi. Aumentano cassa integrazione, sospensioni, mancati rinnovi dei contratti e chiusure aziendali, mentre il rischio è quello di perdere competenze e capacità produttive costruite in decenni di lavoro. A questo scenario si aggiungono le sfide della transizione ecologica, energetica e dell’intelligenza artificiale, che senza adeguate politiche industriali e regole condivise rischiano di trasformarsi in ulteriore perdita di occupazione. Per arrestare la deindustrializzazione e rilanciare il settore chiediamo: al Governo, una vera politica industriale nazionale che affronti le crisi con una strategia complessiva e rilanci le filiere produttive; alle imprese, ai grandi gruppi e ai brand, di assumersi la responsabilità di investire sul territorio e sul lavoro, dopo anni di utili rilevanti che non si sono tradotti né in investimenti né in salari più alti; alla Regione Toscana, di convocare con urgenza un tavolo permanente sull’industria e sulle filiere produttive, coinvolgendo sindacati, imprese, istituzioni e grandi marchi.