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Bally Studio chiude lo stabilimento a Lastra a Signa e licenzia 55 persone. La rabbia di UIL e UILTuCS Toscana.

Ieri sera, giovedì 5 dicembre, è arrivata la comunicazione del rappresentante legale della Bally Studio Srl della chiusura dello stabilimento di Lastra a Signa (FI), decisione che avviene senza aver utilizzato nessun tipo di ammortizzatori sociali per i 55 dipendenti, che ora sono stati tutti licenziati.

 

La Bally Studio Srl, brand che produce e vende abbigliamento, borse e piccola pelletteria, è stata recentemente acquistata dal fondo di investimento californiano Regent LP.

 

Per Paolo Fantappiè, Segretario Generale UIL Toscana, “Chiediamo a Confindustria – alla luce delle dichiarazioni espresse durante la manifestazione dello scorso 12 novembre a Firenze –  di intervenire contro un’azienda che lascia a casa 55 persone senza essersi confrontata con le organizzazioni sindacali e aver tentato soluzioni alternative. Questo colonialismo imprenditoriale, che sta caratterizzando troppo e vincolando fortemente le attività produttive in Toscana, deve trovare soluzioni e regole, a partire dalla difesa del lavoro e dei lavoratori.”

 

Per Marco Conficconi, Segretario Generale UILTuCS Toscana, “nel contesto della crisi del settore moda, siamo di fronte all’ennesimo brand che non solo non si vede ai tavoli di trattativa, ma che si permette di lasciare a casa 55 persone senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali né utilizzo di ammortizzatori sociali. Questi grandi player internazionali – come questo fondo d’investimento – arrivano, fanno profitti enormi e se ne vanno lasciando macerie sociali sul territorio, è inaccettabile. Le aziende devono confrontarsi su come praticare soluzioni socialmente più sostenibili, non scappare senza assumersi le loro responsabilità!”