Alloggi ERP, Fantappiè (UIL Toscana): “Con questa crisi abitativa si rischia di alimentare nuove sacche di povertà. Tutte le istituzioni facciano la loro parte”
La questione abitativa pesa sempre di più sul capoluogo toscano: sono attualmente 578 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che attualmente non sono disponibili per l’assegnazione perchè necessitano di interventi strutturali o funzionali. Si stima che la spesa necessaria per renderli nuovamente disponibili sia intorno ai 14,5 milioni di euro: in tal senso accogliamo positivamente il primo passo fatto dal Comune di Firenze, con lo stanziamento di 6 milioni di euro per il 2026 e di altri 7 milioni per il ‘27/28, anche se parliamo di cifre che risultano comunque insufficienti. Le domande riferite al solo bando in corso, destinate ad aumentare nei prossimi anni, sono oltre duemila, segno tangibile dell’emergenza che si fa sempre più pressante sui cittadini: a livello regionale sono circa 200mila i nuclei familiari in difficoltà abitativa.
Allo stesso tempo in città aumentano sempre di più i costi degli affitti: Firenze resta la città più cara d’Italia con canoni che dal 2018 sono cresciuti mediamente del 25%. Per quanto riguarda le compravendite Firenze è la terza città più cara d’Italia dove comprare un appartamento: il prezzo medio si attesta su circa 375mila euro, oltre 100mila in più della media nazionale (259mila).
L’aggravarsi della crisi abitativa richiede delle soluzioni tempestive ed efficaci. Tutte le istituzioni ad ogni livello devono fare la loro parte per garantire ad ogni persona il diritto alla casa. Non è possibile continuare a vedere lavoratori dipendenti, anche pubblici, che, provenienti da altre regioni, rinunciano al lavoro in toscana in quanto impossibilitati a pagare affitti cosi cari.
Se le città d’arte nella nostra regione continueranno a sviluppare il cosiddetto “turismo mordi e fuggi” a scarsissimo valore aggiunto, con l’aumento indiscriminato delle residenze turistiche brevi, andando di fatto a drogare il mercato immobiliare, la crisi abitativa non potrà che crescere in maniera ancora più preoccupante.
Il rischio è la desertificazione sociale del territorio e la definitiva scomparsa della classe media con un aumento considerevole del numero delle famiglie povere.
Paolo Fantappiè, Segretario Generale UIL Toscana



